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Istituto Suzuki Italia (I.S.I.)

International Suzuki Association (E.S.A.)

Children’s Music Laboratory

Storia

Il metodo Suzuki per l'insegnamento della musica ai bambini è stato ideato dal maestro di violino Shinichi Suzuki, nato in Giappone, a Nagoya nel 1898. Negli anni '30 lasciò il Giappone per l'Europa e si stabilì Berlino. Il suo desiderio era approfondire i suoi studi musicali e capire il reale significato dell'arte occidentale.
La risposta che si diede fu che l'arte è qualcosa che è legato all'essenza più profonda di ogni essere umano, qualcosa che va cercata dentro di noi e che chiunque può avvertire e praticare.

A Berlino Suzuki entrò in contatto con i personaggi più importanti della cultura Europea, primo tra i quali Einstein, di cui divenne amico e che lo introdusse nell'ambiente stimolante di artisti ed intellettuali in genere. Suzuki formulò in una breve frase il risultato della sua ricerca sull'arte: “L'arte non è qualcosa che sta sopra o sotto di me, l'arte è legata con la mia essenza più profonda”. A questo punto decise di aiutare gli altri a godere della consapevolezza di quanto l'arte possa elevare ogni uomo, senza distinzioni di classi sociali e anche in assenza di particolari capacità iniziali.

Iniziò ad ideare un metodo di insegnamento della musica che ne facesse un linguaggio universale, alla portata di tutti. Il suo cammino non fu facile, lo ostacolarono oggettive avversità come la grande depressione del 1929, la II guerra mondiale e una grave malattia, ma Suzuki non cessò mai di sviluppare il suo disegno.

Rivolse la sua attenzione prima di tutto ai bambini: era la stessa generazione di Maria Montessori e di Jean Piaget e le nuove idee sull'educazione dei bambini circolavano negli ambienti che egli frequentava. La sua attività didattica iniziò nel 1929 in Giappone e già nel 1932 organizzò un concerto di 30 elementi con musicisti-bambini. La prima scuola fu fondata nel 1945 a Matsumoto: aveva 5 allievi e un solo violino! Dal 1950 in poi il suo metodo si diffuse moltissimo, così che Suzuki istituì un centro per la formazione di insegnanti che operassero secondo il suo metodo. Le scuole “Suzuki” andarono aumentando senza interruzione e dal Giappone si affermarono anche in Europa, soprattutto in Germania, Italia e Francia, anche come conseguenza del grande successo che ebbero le tournées in Europa dei bambini giapponesi educati allo strumento con il metodo Suzuki e con un repertorio che attingeva interamente dal patrimonio compositivo classico dell'Europa.

Ascoltando i bambini di Matsumoto, Pablo Casals ebbe a dire: "Forse sarà la musica a salvare il mondo”. E questa era la profonda convinzione del maestro Suzuki: egli non voleva creare (o non solo) grandi professionisti, ma soprattutto contribuire con la musica all'educazione interiore dell'uomo, sviluppando abilità nascoste che, attuate, possono dare migliore qualità alla vita.

Nel 1968 Suzuki si presentò all'Assemblea delle Nazioni Unite per lanciare un appello: suggeriva una politica mondiale di formazione, educazione e cura del bambino in cui la musica avesse un posto di primo piano. Portò l'esempio di come i bambini, già dai tre anni di età, possono accostarsi all'apprendimento della musica e divenire così uomini migliori in un mondo migliore. “La musica rende il cuore di ciascuno meraviglioso...”

Il maestro Suzuki muore il 16 gennaio 1998, ma lascia dietro di sé stuoli di bambini con il violino in mano.

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